


Costruito
agli inizi degli anni ’50, su progetto dell'architetto Marcello de Vita
risalente agli anni 30, il Museo Nazionale di Paestum venne inaugurato il
27 novembre del 1952 alla presenza ufficiale dell'Cn. Antonio Segni allora
Ministro della pubblica Istruzione. Lo vollero soprattutto Paola Zancani Montuoro
e Umberto Zanotti Bianco, ai cui nomi è legata la sensazionale scoperta
dell’Heraion di Foce Sele, per esporvi i preziosi rinvenimenti: metope,
capitelli e materiale vario. Le metope infatti sono collocate all'altezza
originaria su una costruzione che rispetta le dimensioni del tempio e ne costituisce
la ricostruzione stilizzata.
La quantità di reperti, venuti alla luce da successivi scavi sul territorio
della città, ne suggerirono un primo ampliamento della sala delle metope
nel 1966 (progetto De Felice) e quindi un secondo nel 1970, Sale
di Paestum, (progetto De' Franciscis). Il Museo presenta, in un certo
senso, non solo la storia della città ma anche quella della pianura
e delle colline circostanti su cui Poseidonia-Paestum esercitò la sua
attività civile e politica di avanzatissima colonia. Per una visita
accurata va prestata particolare attenzione alla ricchissima rassegna di documenti
che vanno dalla preistoria al medioevo: dall'importantissimo corredo proveniente
dalla Necropoli di Gaudo alle metope dell'Heraion; dai vasi attici di importazione
a quelli di fabbrica locale; dai reperti del sacello ipogeico alla ''Tomba
del Tuffatore' ormai famosa in tutto il mondo; dagli affreschi tombali lucani
al materiale romano.