Il mare è a poca distanza: dal patio del Casale si gode una vista dello splendido golfo di Salerno che presenta, a destra, la Costiera Amalfitana, con località di fama mondiale quali Ravello e Positano, e poi l’isola più bella del Mediterraneo, Capri.

A sinistra si trova la costiera cilentana, meno conosciuta, ma ricca di una più selvaggia bellezza che inizia dalla città di Agropoli e culmina nella mitica penisola di Palinuro.  Velia e Palinuro ricordano che il Casale Giancesare è anche al centro di un territorio carico di miti, di arte, di storia.

Proprio di fronte, guardando verso il mare, prima di arrivare alla lunga striscia di sabbia dorata del golfo di Salerno, si intravedono le mura dell’antica città greca di Poseidonia, dai Romani rinominata Paestum. All’interno delle mura vi sono interessantissimi scavi sui quali dominano da 2.500 anni tre templi dorici, Punta licosa uno dei quali – quello detto di Nettuno – è probabilmente il tempio greco meglio conservato al mondo. Nella Piana del Sele, nel 71 a.C., il proconsole romano Marco Licinio Crasso sconfisse e uccise il gladiatore ribelle Spartaco. E nel castello di Capaccio, che si trova alle spalle del Casale e di cui rimangono importanti vestigia, nel 1246 fu repressa una congiura contro Federico II di Svevia.
L’ultimo grande fatto storico risale alla Seconda Guerra Mondiale.  All’alba del 9 settembre 1943 le truppe anglo-americane sbarcarono proprio sulle spiagge di fronte alla storica città di Paestum, dirigendosi poi verso Salerno, Napoli e Roma. Su una vicina altura, luogo di culto fin dall’età preistorica, dove i Greci eressero un tempio nel VI secolo a.C., si erge il Santuario della Madonna del Granato, le cui parti più antiche risalgono all’XI secolo.
Il culto viene da molto lontano, da quello dell’antica dea greca Hera che, appunto, teneva in mano un melograno, simbolo di fertilità. Qui, in un’urna di marmo, nel 954 fu posto il corpo dell’evangelista e apostolo San Matteo prima di essere traslato nel duomo di Salerno.

Ma tutto il territorio costituisce un inestimabile patrimonio ambientale e artistico. Chi si volesse spingere verso l’interno, nel cuore più segreto del Cilento,  Castellabate incontrerebbe piccoli e caratteristici paesi nascosti da una boscaglia che sembra volerli preservare e difendere. E si imbatterebbe, per esempio, nella superba fortezza di Sicignano degli Alburni o nella splendida e grandiosa Certosa di Padula; oppure i resti dell’antica Elea (Velia, per i Romani) dei filosofi Parmenide e Zenone.

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